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La leggenda del distributore automatico di slogan

La leggenda del distributore automatico di slogan

Sfatare un tabù e far crollare una leggenda che si tramanda da padre in figlio, ormai da anni, non è bello.

Mai nessun padre si sognerebbe di far piangere il proprio bambino distruggendo un mito, ormai consolidatasi nel suo immaginario.
Eppure a malincuore, ora sono io a doverlo fare. E a piangere non sarà il bambino, ma il padre.
La leggenda del pubblicitario, metà uomo e metà distributore automatico di slogan, è una bufala. Una colossale bufala.
Per anni hai creduto che esistesse in qualche agenzia, seduto, incurvato, su una sedia, con un braccio bionico collegato ad un mouse e gli occhi immersi in un pc ultramoderno.
Il suo corpo collegato tramite fili ad un sofisticato macchinario, realizzato dagli esperti della Nasa. Tutto questo non esiste.
Il pubblicitario è semplicemente un uomo, un uomo come tutti, due piedi, due mani, una schiena distrutta, una testa persa nei viaggi mentali, ma pur sempre un uomo come gli altri.

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